Tutto sul prato giapponese fiorito

Tutto sul prato giapponese fiorito

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Se amate i fiori e i colori, il prato giapponese merita uno sguardo: un prato cosparso di fiori nani che cambia aspetto settimana dopo settimana. Non è un prato come gli altri, ed è proprio questo il suo fascino, a condizione di sapere cosa si acquista, soprattutto quanto alla sua durata.

Che cos'è il prato giapponese?

Il prato giapponese assomiglia a un prato fiorito. La differenza tra i due sta nell'altezza: mentre il prato fiorito unisce erbe alte e fiori di campo, il prato giapponese resta basso e impiega solo fiori nani, che non superano i 20-30 cm.

Il nome non ha nulla di botanico: evoca lo spirito dei giardini fioriti, non una specie né una provenienza. Si trova anche come prato fiorito o prato di fiori. Quando la miscela contiene solo margherite si parla di prato svizzero.

Tra le varietà più impiegate: nasturzio, margherita, fiordaliso, pisello odoroso, centaurea, papavero, calendula, bella di giorno, facelia, lino, gipsofila, violetta, tulipano, aliso, adonide, giunchiglia, lupino, damigella, elicriso e licnide. Alcune miscele pronte ne riuniscono fino a trentacinque.

È perenne? La risposta che evita delusioni

È la domanda più frequente, e da essa dipende tutta la vostra soddisfazione. La risposta onesta: la maggior parte dei fiori di un prato giapponese è annuale. Papavero, fiordaliso, calendula, facelia e nasturzio completano il loro ciclo in una stagione.

In pratica, questo non significa che tutto scompaia. Una parte si risemina spontaneamente, e le miscele includono spesso alcune perenni — margherita, violetta — oltre a bulbi come il tulipano o la giunchiglia. Ma la fioritura spettacolare del primo anno non si riproduce mai esattamente uguale: la miscela deriva, alcune specie dominano, altre scompaiono.

Ciò che torna anno dopo anno
Le specie che si riseminano da sé: papavero, fiordaliso, damigella
Le poche perenni della miscela: margherita, violetta
I bulbi, se ci sono: tulipano, giunchiglia
Il prato rustico di base, che resta
L'aspetto generale di prato basso e fiorito
Ciò che bisogna accettare
Una composizione che evolve: le specie dominanti prendono il sopravvento
Una fioritura meno densa il secondo anno senza risemina
Zone che si diradano dove le annuali non si sono riseminate
Una risemina parziale ogni primavera per conservare la densità
Periodi vuoti tra due ondate di fioritura

Il riflesso giusto: tenete a portata di mano una bustina di miscela di fiori per prato giapponese e riseminate ogni primavera le zone che si impoveriscono. È ciò che separa un prato fiorito che dura anni da un bel ricordo della prima stagione.

Comporre il vostro prato giapponese

Partite dal risultato che cercate. Un prato dai toni azzurrati, un tappeto di margherite o un insieme multicolore non richiedono le stesse varietà. Poi confrontate quel progetto con la realtà: alcune specie si adattano meglio di altre al clima e al suolo della vostra zona.

Quanto alla proporzione, la regola abituale è di circa tre quarti di fiori per un quarto di leguminose e graminacee. Sul numero di varietà non c'è limite: è questione di gusto.

Se preferite non comporla voi stessi, le miscele pronte risolvono la questione. Alcune contengono già il prato, altre solo i fiori, da mescolare allora con un prato rustico.

Ciò che cercateIl riferimento adattoSuperficie
Provare su un piccolo spazioBustina prato giapponese 4 m²4 m²
Fiorire un'aiuola o una borduraBustina prato giapponese 10 m²10 m²
Coprire una superficie realePrato giapponese in scatola da 500 g20 m²
Riseminare o arricchire un prato esistenteMiscela di fiori per prato giapponesesecondo dose
Un tappeto di sole margheritePrato svizzero 500 gsecondo dose

Quando e come seminare il prato giapponese?

La semina si fa in primavera, generalmente tra aprile e maggio, quando il suolo si è riscaldato e le gelate sono passate.

Per coprire 10 m², contate una confezione da 2-5 g di semi di fiori mescolata con circa 300 g di prato rustico. La proporzione sorprende, ma è corretta: il prato fornisce la massa e forma il tappeto, i fiori lo punteggiano. Soli fiori darebbero un prato stabile rado, non un prato.

Preparate il suolo: rivoltate la terra, togliete sassi e erbe infestanti tirando con delicatezza per estrarre la radice, e rompete le zolle.
Livellate col rastrello per ottenere una superficie regolare.
Seminate a mano o con seminatrice, incrociando i passaggi per evitare fasce rade.
Aggiungete uno strato di terriccio setacciato e incorporatelo con una rastrellata leggera.
Passate il rullo per portare il seme a contatto con la terra: senza quel contatto non germina.
Irrigate a pioggia molto fine perché i semi non si spostino.

Per la base della miscela, il Prato Rustico BHS è particolarmente adatto: loietto inglese, festuca rossa strisciante e poa dei prati, con buona tolleranza alla mezz'ombra e alla siccità moderata. Forma un tappeto denso che valorizza i fiori senza soffocarli.

Come curare il mio prato giapponese?

La manutenzione è leggera, ma non si riduce all'abbandono: senza intervento il prato giapponese viene invaso e si dirada.

Dopo la semina irrigate con regolarità e sempre a pioggia fine. I primi germogli compaiono dopo quattro o sei settimane. Attendete che misurino una decina di centimetri per il primo taglio, con la macchina in posizione alta: quel taglio rafforza l'apparato radicale.

OperazionePrato classicoPrato giapponese
TaglioSettimanale in piena crescitaUn taglio ogni due settimane, se serve
Altezza di taglio4 a 5 cmAlta, per preservare i fiori
AttrezzoTosaerbaFalcetto, falce o motofalce, a settori
IrrigazioneRegolareRegolare il primo anno, poi moderata
RiseminaOccasionaleOgni primavera, per mantenere la densità florale

Tagliate a settori invece che tutto insieme: non tutte le varietà fioriscono nello stesso momento, e tagliare parzialmente permette ad altre specie di prendere il posto. È la tecnica che dà quell'impressione di fioritura continua.

Dove installarlo, e dove evitarlo

Il prato giapponese non è un prato d'uso. I suoi steli florali sopportano male il calpestamento ripetuto, e un taglio raso gli toglie ogni interesse.

Ben adatto: fondo del giardino, bordo di vialetto, scarpata, piede di siepe, dintorni di un orto, dove attira i pronubi.
Da evitare: zona di gioco, passaggio quotidiano, area tagliata corta, terreno dove corrono i bambini.
Buona combinazione: un prato classico nella parte che si usa, un prato giapponese nella parte che si guarda.

Per la parte calpestata del giardino, scegliete una miscela resistente: il Prato ad Alta Resistenza BHS è formulato per zone di gioco e vialetti. Tutta la gamma è nella categoria semi da prato.

Domande frequenti

Il prato giapponese torna ogni anno? In parte. Le specie che si riseminano tornano, le annuali che non lo hanno fatto scompaiono. Una risemina ogni primavera mantiene la densità.

È davvero senza manutenzione? Richiede molto meno taglio di un prato classico, ma non è zero manutenzione: senza un taglio occasionale né risemina si impoverisce in due o tre stagioni.

Si può calpestare? Occasionalmente sì. Quotidianamente no: gli steli florali si rompono e non ripartono.

Che differenza c'è con un prato fiorito da sfalcio? L'altezza, essenzialmente. Il prato giapponese impiega fiori nani di 20-30 cm e si taglia; il prato fiorito da sfalcio sale molto più e si falcia solo una o due volte l'anno.

Ha bisogno di concime? Poco, e preferibilmente povero di azoto: un suolo troppo ricco favorisce le graminacee a scapito dei fiori. La nostra guida ai concimi per prato illustra le formulazioni e i loro effetti.

In sintesi

Il prato giapponese è un prato ornamentale fiorito, composto di fiori nani seminati con un prato rustico. Seminatelo in primavera, contate da 2 a 5 g di fiori per 300 g di prato ogni 10 m², tagliate a settori ogni due settimane e soprattutto riseminate ogni anno per conservare la fioritura. È un prato che si guarda, non un prato che si calpesta.

Le nostre miscele sono disponibili in bustina per 4 m², in bustina per 10 m² e in scatola da 500 g per 20 m², con spedizione in 24 h.

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